Ricette Tradizionali Toscane

“Le ricette dei nostri amati nonni toscani”

STIACCIATA ALLA FIORENTINA

Ingredienti:

farina bianca 00 : 500 gr.
zuzzhero semolato: 150 gr.
strutto: 130 gr.
lievito di birra: 20gr.
3 uova
una arancia
zucchero a velo
un pizzico di sale

 

Preparazione:

Versare in una zuppiera la farina, unire il lievito diluito in mezzo bicchiere d'acqua tiepida, quindi impastare aggiungendo altra acqua tiepida sino ad avere un impasto di giusta consistenza.

Lavorare la pasta fino a che non sarà diventata elastica e si staccherà in un unico pezzo dalla zuppiera. Fare con la pasta una palla, accomodarla in una terrina, coprirla con un tovagliolo e metterla in un luogo tiepido a lievitare, lasciandovela per circa un'ora. Il suo volume iniziale dovrà raddoppiare.

Allora pigiarla con la mano, sgonfiandola; unire , senza togliere la pasta della terrina, un pizzico di sale , tre tuorli, lo zucchero, la scorza grattugiata dell'arancia e lo sfrutto. Impastare tutti questi ingredienti ( la pasta riuscirà morbidissima ) lavorandola energicamente e sbattendola con forza sul fondo della terrina, finchè avrà ripreso di nuovo elasticità e non si appiccicherà più alle mani..


Ungere di strutto una tortiera. Per queste stiacciate si usano di solito degli stampi di latta rettangolari. Mettervi la pasta, stendendola con le mani, in modo che risulti dello spessore di circa due centimetri, ricoprendo tutto il fondo del recipiente. Coprire la pasta con un tovagliolo, porla di nuovo in un luogo tiepido a lievitare lasciandovela per circa un ora e mezza o due.

Metterla in un forno caldo (200 gradi circa ) per circa mezz'ora. Quando sarà ben cotta , ben dorata, toglierla dal forno, sformarla ed accomodarla sopra un tovagliolo, lasciandola asciugare e freddare.

La stiacciata dovrà riuscire alta circa 4 centimetri. Accomodarla sul piatto di portata, porre lo zucchero a velo e servirla con un buon vino bianco, fresco.

E' il classico dolce di carnevale che si consuma a Firenze.

[La presenza dello strutto non è casuale ma nasce dall'esigenza di consumare i prodotti freschi derivanti dall'uccisione dei maiali, che di solito avveniva fra dicembre e gennaio.]

 

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